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Una risposta a “contatti

  1. Ho letto il vostro programma. Prendo atto che non considerate lavoro e impresa come fattori di produzione in conflitto, ma ancora non leggo che li considerate come elementi complementari. La distinzione che la legge opera tra lavoro autonomo e quello dipendente deve cessare per dar modo a tutti i cittadini di ottenere la più ampia gamma di opportunità attraverso una sostanziale armonizzazione dei trattamenti retributivi, previdenziali, assicurativi e assistenziali, volta a realizzare sostanziali condizioni di parità tra tutti i cittadini. Insomma la parola lavoro assumerà solo il significato di fare qualcosa per ottenere un risultato, per se stesso, nell’impresa o per l’impresa indipendentemente dal guadagno, consentendo di ridare dignità anche ai lavori più umili come quello di casalinga che ha cura dell’impresa famiglia. Ciò al fine che non succeda più che un imprenditore costituisca una società confondendo i bisogni dell’azienda con quelli propri, e che, chi lavora in modo autonomo non abbia la possibilità godere, in caso di bisogno, dello stesso trattamento previdenziale e assistenziale dei lavoratori dipendenti. Ora che il sistema previdenziale obbligatorio è diventato interamente contributivo, è urgente stabilire che l’obbligatorio sia ridotto a vantaggio dello sviluppo dei fondi di previdenza complementari istituiti a vantaggio di imprenditori e lavoratori dipendenti. Insomma, tutti nella stessa barca: padroni ed operai tutti uniti per navigare verso lidi sicuri!
    Scrivo per proporvi di riscrivere il programma nel senso detto sopra, considerando anche che il tema della libertà e dello stato delle persone esula dagli scopi delle associazioni.
    Non posso chiedere l’iscrizione alla vostra associazione perché sono vecchio e dalla vita ho avuto tutto ciò che desideravo, ma, vi prego, non cercate un confine tra giovane e vecchio, né tra uomo e donna, né tra abile e disabile, né tra omosessuale ed eterosessuale, né tra cittadino di una nazione rispetto a quello dell’altra. Questi sono temi di etica umanitaria, per noi viventi occorre solo prendere atto che “Ognuno è quello che è, e lo dobbiamo gradire come è”!
    http://pibond.blogspot.it/2012/04/cambiare-regime.html

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